WordPress, Bitnami e MacOs

L’installazione in locale dello stack per WordPress, nei diversi sistemi operativi, è semplificata con il pacchetto di Bitnami.

Poi bisogna avviare il servizio…

INTERFACCIA DI RETE

Se il computer è collegato ad una rete, sia ethernet, sia wifi e sia in wifi-tethering (hotspot personale con lo smartphone), allora sarà facile proseguire per avviare il servizio di WordPress.

Qualche problema nasce se al contrario il pc non è collegato in rete: non tutti i sistemi operativi funzionano allo stesso modo. Per esempio i sistemi Unix-like, quali anche il MacOs, non consentono l’utilizzo dei servizi di rete, e quindi di WordPress in locale.

Una differenza esiste invece con Windows: anche se scollegato dalla rete il collegamento al nodo “localhost” rimane disponibile. Per la cronaca l’indirizzo IP predefinito di localhost è 127.0.0.1.

 

WORDPRESS NON È OFFICE

Chiariamo subito che installare ed usare in locale lo stack WordPress non è la stessa cosa che aprire Writer o Word. Il fatto che Bitnami semplifichi l’installazione non significa che gestire un servizio WordPress in locale sia banale. Tutt’altro!

Bisogna avere qualche idea di come funziona lo stack sul proprio computer e si come sono strutturati i servizi.

Per Windows, parlando dei servizi di WordPress, si tratta di servizi avviati da local-system (applet services.msc) che vengono attivati all’avvio del sistema. Quindi se qualcosa non funzionasse bisognerà per primo verificare che siano avviati.

Su Unix avremo invece dei processi avviati da root o equivalente. Anche in Unix è possibile avviare automaticamente dei processi, ma la buona prassi è di “far salire” i processi a mano. Unix è per i server, è una tradizione.

 

AVVIO SU MACOS

Dopo aver installato il pacchetto sul nostro MacOs bisognerà che sia collegato in rete. Possiamo verificarlo tramite il browser.

Quindi dovremo aprire il terminale. Ecco, come dicevo, Wordpres-sistema non è Office!

Il terminale è una piccola icona che raffigura per l’appunto un terminale.

Lo dovremo aprire e scrivere alcuni comandi, ma attenzione: non saremo “utenti Office”: bisogna conoscere un po di sistema operativo altrimenti ci si “impasta”.

Una volta entrati nel terminale, per prima cosa dobbiamo scroprire dove si trova uno script: ctlscript.sh.

Daremo quindi il comando

find / -name "ctlscript.sh" -print

se la nostra utenza non è previlegiata dovremo darlo così:

sudo find / -name "ctlscript.sh" -print

Ci dovrà apparire almeno una riga simile

/Application/wordpress..../ctlscript.sh

Quindi, sempre nel terminale daremo il comando di avvio:

/Application/wordpress..../ctlscript.sh start

 

COSA ESEGUE CTLSCRIPT.SH

Questo piccolo programma (o script shell), ctlscript.sh, è un “lanciatore”: in pratica manda in esecuzione per tutto il tempo in cui il pc rimarrà acceso, due processi:

  • Apache (web server)
  • MariaDb (database)

Inoltre questo script ci fornirà delle importanti informazioni: le porte utilizzate dai servizi che sta avviando (Apache e MariaDb).

 

L’IMPORTANZA DELLE PORTE

Senza voler entrare nel dettaglio delle logiche di rete (networking), possiamo dire che se l’indirizzo IP corrisponde al palazzo, le porte (di rete) corrispondono ai citofoni dello stesso palazzo. In pratica quando ci colleghiamo ad una macchina (tramite TCP/IP) con un programma, per esempio un browser, dovremo conoscere anche a quale porta “suonare”. Esistono dei default: per esempio la porta 80 corrisponde ai servizi web. Essendo di default non sarà quindi necessario scrivere sul browser

www.miosito.net:80

ma basterà

www.miosito.net

e l’80 verrà inserito automaticamente.

Torniamo a ctlscript.sh, questa shell ci dirà su quale porta è attivo il nostro Apache e questo valore lo dovremo scrivere nel browser…

COLLEGARSI COL BROWSER

Una volta avviato Safari, basterà scrivere nella barra degli indirizzi

localhost:8080

ovviamente questo nel caso che ctlscript.sh ci abbia detto che la porta è la 8080.

Chiaro?