Software per Raspberry e Arduino

Per poter lavorare con Raspberry o Arduino, è indispensabile utilizzare alcuni software. Non tutte queste applicazioni sono disponibili per tutti sistemi operativi (Windows, MacOs o Linux).

Vediamo i più diffusi.

Putty

É un emulatore di terminale Unix per ambiente Windows: in pratica ci permette di usare un pc collegato ad un Linux (e non solo) come se fosse un terminale.

Installazione

Non richiede un setup di installazione, quindi basterà lanciare direttamente l’eseguibile “putty.exe”.

Configurazione

A parte le molte opzioni disponibili (colori, font, ecc.), gli  unici parametri essenziali sono:

  • il nome dell’host o il suo indirizzo IP
  • userid
  • password

 

Download

Il sito di riferimento è www.putty.org.

CygWin

Questa applicazione simula un ambiente Unix all’interno di un pc Windows.

L’utilità di questo strumento dipende se siamo o meno abituati al “prompt”: infatti CygWin è “testuale” e non grafico.  Qualche esempio: a volte modificare dei file di testo è una operazione complicata o ripetitiva, mentre con gli adeguati strumenti Unix il tutto si risolve in un istante. (Guarda qui).

Download

L’applicazione può essere scaricata da

http://www.cygwin.org/

Configurazione

Cygwin non richiede particolari configurazioni se non quelle solite dell’ambiente shell-Unix: prompt, path, ecc.

 

Winscp

Questo è un software, gratuito, per trasferire file o directory da e verso un host Unix. È grafico ed intuitivo.

Configurazione

Viene richiesto il nome della macchina o l’indirizzo IP:

e ovviamente l’account.

Download

è scaricabile all’URL

https://winscp.net/eng/download.php

 

App Terminale

Se dobbiamo collegarci tramite Bluetooth, ad una scheda Arduino, ci servirà

un emulatore di terminale per lo smartphone. Uno che consiglio è BT Simple Terminal.

 

Download

In questo caso dalla Play-Store, basterà cercare “BT Simple teminal” e chiedere l’installazione.

Una volta installata la app, bisognerà attivare il Bluetooth ed eseguire il solito giro del pairing. Al termine vedremo sul telefono i messaggi provenienti da Arduino/Bluetooth e allo stesso modo ne potremo inviare degli altri.

 

Etcher

Questa utile applicazione serve per creare delle immagini di disco avviabili (vedi precedente articolo). In pratica useremo Etcher ogni qualvolta dobbiamo installare una immagine ISO su una SD-card. È per l’appunto il caso di Raspbian.

 

inserire commit nello script

 

Mi è capitato una volta di dover “importare” più 5 milioni di record in una tabella,   tramite script di INSERT.
Normalmente questa operazione, per motivi pratici e di velocità, viene eseguita tramite apposito strumento, per esempio in Oracle, con SQL*Loader,IMP/EXP o IMPDB/EXPDP, ecc.

 

In ogni modo decido di utilizzare questo script di INSERT, generato da Sqldeveloper: oltre 700MB di dimensioni!

Sfortunatamente Sqldeveloper non inserisce la COMMIT ogni tot righe, il che rende il processo più lungo in caso di ripartenza.

SOLUZIONE

Esistono diversi metodi, ma quello che ho impiegato è molto semplice: una sola riga!
Quello che ci serve è una shell Unix: quindi un Linux o Cygwin (per ambiente Windows).

mauro$vi mycommit.sh

e inserire la riga:

sed '0~200 s/$/commit;/g' < $1 > ${1}_new

uscire e salvare. Una parola su questa riga: il  numero 200 significa ogni 200 righe. Impostare lo script:

mauro$chmod 755 mycommit.sh

quindi, se il file si chiama

rk_rs_vrastat_6mesi_corr.sql

daremo il comando:

mauro$./mycommit.sh rk_rs_vrastat_6mesi_corr.sql

al termine avremo 2 file:

mauro$ls -la rk*
-rwxr-xr-x 1 mauro mauro 786616673 Oct 24 14:06 rk_rs_vrastat_6mesi_corr.sql
-rw-r--r-- 1 mauro mauro 786720455 Oct 24 14:19 rk_rs_vrastat_6mesi_corr.sql_new

ultimo passaggio, inserire la commit finale, in fondo al file modificato:

echo "commit;" >> rk_rs_vrastat_6mesi_corr.sql_new

e il nostro script è pronto per essere eseguito!

 

trasloco e affari!

Il Fab-Lab di Grono si deve trasferire.

Come in tutti i traslochi si rinnova materiale, attrezzature ecc.

Quindi ecco una lista che credo possa interessarti:

TITOLO DESCRIZIONE FOTO PREZZO CHF
Stampante 3D – Makerbot Replicator 2 Stampante 3D, marca Makerbot mod. Replicator 2, uno dei migliori modelli sul mercato. La stampante è usata, ma costantemente revisionata. In omaggio 4 KG di filamenti. Puo stampare PLA , WOOD e FLEX.

Makerbot Replicator2
900
Stampante 3D – Makerbot Replicator 2X Stampante 3D, marca Makerbot mod. Replicator 2X, uno dei migliori modelli sul mercato per la stampa a *doppio* filamento. La stampante è usata pochissimo, praticamente nuova. In omaggio 4 KG di filamenti. Puo stampare ABS, PETG,PLA , WOOD e FLEX.   1590
NUOVA Stampante 3D Makerbot Replicator 2 Stampante 3D, marca Makerbot mod. Replicator 2, uno dei migliori modelli sul mercato. La stampante è NUOVA, imballata. In omaggio 4 KG di filamenti. Puo stampare PLA , WOOD e FLEX.
Volume di stampa 28x15x15cm, precisione dZ=100μm, X/Y=50μm

Makerbot Replicator2
1990
Scanner 3D – professionale Scanner 3D, professionale, funzionante in dual-mode: a piatto rotante e a mano per volumi da 80x80x80cm. Con la precisione di 100μm è possibile eseguire scansioni con grande dettaglio. La tecnologia utilizzata è a ‘luce strutturata’. l’apparecchio è stato usato pochissimo: praticamente nuovo.   900
Stampante 3D – Createbot MID Stampante 3D, marca Createbot mod. MID. è una stampante a doppio filamento con touch-panel: il top della gamma. Con questa macchina è possibile stampare tutti i tipi di filamenti: ABS, HIPS, PLA , WOOD e FLEX, LUMINOUS, CCT, CCU, ecc.
Il piatto è double-face: Buildtek e cristallo, per la massima versatilità.
Le dimensioni sono di 205x205x250mm.
La meccanica è straordinaria in quanto a robustezza.
Il doppio estrusore permette di fare stampe bicolore.La stampante è stata usata pochissimo, praticamente nuova. In omaggio 4 KG di filamenti.
  850
Stampante 3D – Form2 Stampante in tecnologia SLA, adatta per usi professionali con precisione a 20μm. Il volume di stampa è di 140x140x140mm, notevole per il suo prezzo.
La stampante è stata usata pochissimo, praticamente nuova. Con la stampante viene venduto il corredo completo: vasche lavaggio, alcool isopropilico, utensili e camera UV. In omaggio 3 taniche di resina.
  2500
Stampante 3D – Createbot MAX Stampante 3D, marca Createbot mod. MAX. è una stampante a doppio filamento con touch-panel: il top della gamma. Con questa macchina è possibile stampare tutti i tipi di filamenti: ABS, HIPS, PLA , WOOD e FLEX, LUMINOUS, CCT, CCU, ecc.
Il piatto è double-face: Buildtek e cristallo, per la massima versatilità.
Le dimensioni sono di 250x250x350mm.
La meccanica è straordinaria in quanto a robustezza.
Il doppio estrusore permette di fare stampe bicolore.La stampante è stata usata pochissimo, praticamente nuova. In omaggio 4 KG di filamenti.
  1100
Oscilloscopio LeCroy Strumento professionale a 40Mhz, con doppio canale, elaborazione segnali e misure. Completo di due sonde x/1 e x/10. Strumento usato pochissimo, praticamente nuovo.   450
Estrusore Noztek estrusore per filamenti termoplastici ,marca Noztek modello PRO. Dotato di controllo automatico della temperatura, lavora da 100 °C a 340 °C. Puo utilizzare i piu diffusi polimeri termoplastici: ABS, PLA, PETG, ecc. Costruzione robusta ed affidabile, è in grado di produrre 7Kg/h di filamento. In dotazione set di ugelli da 1.75 e 3.00 mm. Usato poschissimo.   1400
Stampante 3D – DreamMaker Overlord PRO Stampante 3D – marca DreamMaker modello Overlord PRO. Meccanica a ‘delta’ con misure d=170 h=280mm. La stampante è stata usata pochissimo, praticamente nuova. Puo utilizzare i piu diffusi polimeri termoplastici: ABS, PLA, PETG, WOOD, ecc. Costruzione robusta ed affidabile.   600
NUOVA Stampante 3D – Makerbot Replicator 2X Stampante 3D, marca Makerbot mod. Replicator 2X, uno dei migliori modelli sul mercato per la stampa a *doppio* filamento. La stampante è IMBALLATA. In omaggio 4 KG di filamenti. Puo stampare ABS, PETG,PLA , WOOD e FLEX.   2100
Filamenti Stampante 3D diversi Filamenti PLA/ABS (DIVERSI COLORI) 1.75mm 1Kg
È materiale professionale, produttore ESUN:
– tolleranza diametro < 0.05mm
– stabile “melting point”
– colori persistenti
– certificazioni: ISO9001, DIN 13432, ASTM D 6400, RoHS.Lotto minimo: 4 pezzi
  19

 

Come usare Virtualbox

C’è una classe di software meno conosciuta ai più, ma molto utile per provare i programmi: sono gli hypervisor.

COSA SONO?

Tecnicamente un hypervisor è un programma che esegue altri sistemi operativi.

In pratica avremo una macchina fisica e diverse altre macchine virtuali. Su ogni computer è installato un sistema operativo: con un hypervisor è possibile avere più macchine (computer) ed i relativi sistemi operativi. Quindi sulla stessa macchina (fisica) posso far girare altre macchine (virtuali), una alla volta oppure in contemporanea.

Tra i più diffusi hypervisor abbiamo: Virtualbox di Oracle e VMware.

 

A COSA SERVONO?

Lo scopo di avere più macchine virtuali è quello di poter creare/usare/cancellare un sistema operativo e relativa macchina senza compromettere il computer vero e proprio. Sarà infatti successo a molti di dover reinstallare il sistema operativo dopo che questo rallentava il computer, oppure dopo che una installazione aveva danneggiato il sistema. La reinstallazione, oltre ad essere delicata, richiede il fermo-macchina con tutti i disagi che questo comporta.

Ma non è tutto. Con le macchine virtuali è possibile “creare” un computer virtuale e trasferirlo per farlo eseguire su un altro computer fisico senza installare alcunchè.

 

COME FUNZIONA

Un hypervisor funge da tramite tra la macchina ospitata (virtuale) e quella ospitante (reale).

In pratica quando una macchina virtuale deve accedere al disco fisso o al video, lo fa passando prima da Virtualbox il quale traduce la richiesta per la macchina reale.

L’uso di risorse quali la connessione di rete, da parte della macchina virtuale, avviene sempre tramite hypervisor.

MATERIALE OCCORRENTE

Per eseguire una macchina virtuale occorre:

  • Computer con almeno 6GB ram e disco da 500GB
  • VirtualBox
  • Ubuntu 16 64bit oppure Windows 8/10

Il software necessario è disponibile qui.

INSTALLAZIONE

L’installazione di VirtualBox è semplice: un po’ di setup, click, ecc.

Al termine avremo l’ambiente pronto per poter creare delle macchine.

(continua…)

 

Salva

Salva

Come archiviare i progetti 3D

Quando cominciamo ad usare la nostra stampante 3D, inizieremo anche a produrre diversi file di stampa o GCode. Questo vale sia per chi disegna e stampa e sia per chi semplicemente scarica i files da stampare.

Quello di cui parlerò oggi è relativo ad un metodo di archiviazione, valido per tutte le piattaforme:

  • Linux
  • Windows
  • MacOs

ELEVATO NUMERO

Col tempo questo numero di file aumenta, infatti per ogni disegno abbiamo almeno un STL e per ogni stampante avremo diversi profili

num_file = (num_disegni * profili * stampanti ) * 3

cioè, ad esempio, se il nostro laboratorio ha 3 stampanti con relativi 12 profili, e abbiamo prodotto 20 disegni (che sono pochissimi…), avremo (teoricamente):

(20 * 12 * 3 ) * 3 = 2160 file

Un gran bel numero, tenendo conto che 20 progetti, o disegni, sono una quantità irrisoria. Io stesso, disegnando poco, ho almeno 400 disegni.

 

IL FATTORE “3”

Il “3” presente nell’equazione precedente sta ad indicare i tre tipi di file:

  • originale
  • STL
  • GCode

IL VALORE DELL’ORDINE

Per molti l’ordine è prassi quotidiana, ma vale sempre la pena ricordare che archiviare con metodo permette di risparmiare molto tempo e quindi denaro.

GLI STRUMENTI

Per archiviare sono necessari due strumenti:

  • foglio elettronico
  • directory o cartelle

 

LE CARTELLE

Per prima cosa è bene stabilire che un disegno può avere diverse versioni o correzioni, quindi divideremo i disegni in alcuni grandi gruppi o classi in modo da ottenere una struttura simile:

 

dove

  • “ct” è una classe
  • 0040 è il numero di disegno
  • 00 è il numero della versione
  • orig contiene il disegno originale (Autocad, Archicad, Sketchup, ecc.)
  • CAE contiene gli STL corretti
  • CAM contiene i GCode
  • img contiene le immagini, compresi gli screenshot del progetto nei dei diversi programmi

All’interno della cartella “classe.disegno.versione” ho inserito in file di testo per delle note relative al disegno (tipo delle modifiche, richieste, ecc.). Nell’immagine precedente questo file si chiama “ct004100.txt”.

classe_A
        +-----disegno_1
                      +---------versione_0
                                         +---orig
                                         +---CAE
                                         +---CAM
                                         +---img
                      +---------versione_1                                         
                                         +---orig
                                         +---CAE
                                         +---CAM
                                         +---img
classe_B
       +-----disegno_1
                      +---------versione_1
                                         +---orig 
                                         +---CAE  
                                         +---CAM 
                                         +img
. . .

NOMI DEI FILE

Istintivamente il nome di un file rispecchia il suo contenuto. Su tutti i sistemi operativi è facile nomi lunghi dei file oltre a punteggiatura e spazi.

A questa “libertà” per i nomi dei file si contrappone il limite di visualizzazione del nome file sulla stampante: molte stampanti hanno 16 o 20 caratteri disponibili e quindi scrivere “appartamento p.zza del Sole-prop. Guerra” diventa lo stesso di “appartamento p.zz“. Di questo limite o legge del minimo, bisognerà tenerne conto.

Per risolvere questo limite possiamo utilizzare un foglio elettronico, così strutturato:

 

A questo punto diventa facile collegare la descrizione ad un nome di file. Quest’ultimo sarà un codice composto:

classe + disegno + versione

 

NOMI FILE GCODE

Il passagio alla stampa 3D richiede (è consigliato) l’utilizzo dei profili.

I profili dipendono dalla stampante e dai diversi filamenti.

Quindi ogni profilo avrà un suo codice e questo sarà unito al nome file del disegno per creare il nome file di stampa definitivo.

Sembra complesso? No, questione di metodo ed abitudine.

 

CORREZIONE DISEGNO

Una volta esportato in STL un disegno dovrà essere corretto. Questo passaggio, CAE, lo definiremo con la lettera “f” da inserire nel nome del file.

 

STRUTTURA PROFILI

Lo stesso foglio elettronico può contenere uno “sheet” con la lista dei profili e magari, delle stampanti:

 

le prime due colonne (K.PRN e K.PROF) formeranno il codice del profilo: “bab” , “bat”, ecc.

Chiaramente ogni stampante e contraddistinta da una lettera dell’alfabeto.

 

NOME FILE COMPLETO

Dopo avere definito i codici del disegno e dei profili possiamo creare il nome file definitivo:

classe + disegno + versione + correzione + profilo

e come esempio

ct + 0041 + 00 + "_" + f + bab +1 + c

ct004100_fbab1c.gcode

In questo nome ho ancora aggiunto qualcosa: “1c”. Stanno a significare 1 copia, disposta in centro.

 

Per chi fosse interessato è possibile scaricare il modello di foglio elettronico.

 

… e a tutti, buona stampa 3D…ordinata!

cerco, scarico e stampo (in 3D)

RISORSE

In Internet ci sono diversi siti dove è possibile scaricare (ma volendo anche caricare) diversi progetti di stampa 3D.
Bisogna dire prima di tutto, che il materiale “offerto” è, anche dove non esplicitato, di proprietà dell’autore, il quale lo rende disponibile per uso amatoriale. In altre parole scaricare un oggetto e venderlo è un reato (certo non gravissimo, ma tale è). Dico questo perchè spesso il free viene inteso come “a sbafo” e tale comportamento compromette la visibilità (in rete) di persone serie che comunque sia nel settore 3D ci lavorano.

COSA SI TROVA

Ci si trova di tutto. Di solito questi siti permetto una ricerca per tema o soggetto (in inglese) ed è possibile vedere nel browser un anteprima della stampa: in pratica il sito legge l’STL del progetto e crea una preview. Molti autori inoltre corredano il loro post con foto della stampa vera e propria.
Manco a dirlo, ma le stampe piú interessanti sono a pagamento, ma si tratta di solito di qualche dollaro e quindi poco impegnativo per il portafogli.

ECCO ALCUNI SITI

di seguito un breve elenco (tratto da un mio manuale):

nome Thingiverse
categoria community
descrizione Vetrina delle stampe in 3D. Chiunque può inserire propri oggetti. Oggetti gratuiti.
cosa trovare Oggetti da stampare: gadget, funzionali, ecc.
URL Www.thingiverse.com
nome Redpah
categoria community
descrizione Vetrina delle stampe in 3D. Chiunque può inserire propri oggetti. Oggetti gratuiti e a pagamento.
cosa trovare Oggetti da stampare: gadget, funzionali, ecc.
URL Www.redpah.com
nome Cults 3D
categoria community
descrizione Vetrina delle stampe in 3D. Chiunque può inserire propri oggetti. Oggetti gratuiti.
cosa trovare Oggetti da stampare: gadget, funzionali, ecc. Blog, News. In inglese
URL https://cults3d.com/

 

nome YouMagine
categoria community
descrizione Vetrina delle stampe in 3D. Chiunque può inserire propri oggetti. Oggetti gratuiti.
cosa trovare Oggetti da stampare: gadget, funzionali, ecc. Blog, News. In inglese
URL https://www.youmagine.com
nome

STL finder

categoria community
descrizione Progetti in STL
cosa trovare Archivio dei progetti STL tratti da differenti siti. Oggetti gratuiti ed a pagamento. In inglese
URL

http://www.stlfinder.com

nome

Yobi3d

categoria Community
descrizione Vetrina 3D
cosa trovare Oggetti da stampare: gadget, funzionali. In inglese
URL

https://www.yobi3d.com

 

 

COME PROCEDERE PER STAMPARE

Ci sono delle differenze tra un sito e l’altro, per esempio alcuni richiedono la registrazione, in altri invece è possibile scaricare direttamente.

 

THINGIVERSE

Www.thingiverse.com Nella testata inserire l’oggetto da cercare, p.es. “pilot”

 

quindi selezionare quello che si preferisce

 

 

 

 

 

 

scegliere download

 

e salvare il file zip che contiene l’STL e altri file (eventuali)

 

 

 

CULTS3D

https://cults3d.com/ scegliere il progetto:

 

cliccare su download e poi il carrello (anche se free)

 

 

 

 

 

 

a questo punto bisognerà registrarsi, e al termine si potrà scaricare il file STL.

 

 

E POI?

Di norma i file STL vanno bene cosí come sono, ma io consiglio sempre di verificarli con un CAE prima di passare allo slicing.

E per il CAM lo vedremo in seguito.

 

E buon download 3D a tutti!

 

 

stampante 3D ed sd-card

leggo: “Ho avuto un altro problema strano. Usando Repetier Host della Vellemann (firmware e software sono aggiornati), mi è già capitato su alcune stampe che dopo un’oretta, si ferma la stampa, ed anche l’anteprima nel PC si ferma. Presumo un baco di programma nosioso. Risolto usando cartina SD“.

COLLEGAMENTO DIRETTO

Collegare direttamente la stampante al pc, rappresenta un modo per tenere sotto controllo il lavoro che la stampante 3D stessa sta svolgento. Si possono vedere in tempo rrepetiereale i valori delle temperature, lo scorrere del GCode e via dicendo. Come in un sistema SCADA vero e proprio.

Ma ci sono delle controindicazioni.

La comunicazione tra stampante e pc è “bufferizzata”, cioè viene destinata un’area di memoria per “parcheggiare” i dati (GCode) che dovranno essere elaborati. Un po’ come mettere alcuni classeur sulla scrivania per poterli sistemare. Il problema è solitamente nel buffer di arrivo, quello della stampante, che è troppo piccolo e viene riempito velocementetimeout. Se per diversi motivi il pc non è veloce a sufficienza per riempire il buffer della stampante (ad inviare cioè nuovi dati), allora si rischia che la scheda di controllo della stampante vada in “timeout“: “ella” pensa che il lavoro sia terminato, oppure che vi siano troppi errori di comunicazione e quindi chiude la sessione. Ho scritto sessione e non collegamento: sono due cose ben diverse e ben distinte!

SOLUZIONE

La soluzione, semplice è quella dotare la stampante di lettore SD-CARD, oppure destinare un vecchio pc, winxpanche XP, destinato ad essere solo “print spool manager”: che si occupi cioè di “alimentare” il buffer della stampante e nient’altro. Ovviamente il pc non dovrà aver  e il risparmio energetico attivato, altrimenti…

 

 

… E POI LE “EMI”

Anche risolvendo il problema del buffer, potrebbe rimanere aperto il capitolo degli inconvenienti: i disturbi radio.

I radiodisturbi possono infatti causare errori di trasmissione e quindi il blocco del lavoro. Le stampanti 3D hanno dei fili che corrono lungo la loro struttura e questi, in determinate condizioni si comportano come se fossero delle antenne: captano i disturbi radio i quali possono “entrare” nel circuito della scheda controller combinando la confusione che possiamo immaginare. Anche le normali abitazioni od uffici possono essere ricchi di questi disturbi: basti pensare al comodo Wi-Fi, cellulari, ecc.

Per questo inconveniente la soluzione non è cosi’ semplice: riguarda la struttura o costruzione della stampante stessa, e a meno che non la si voglia inscatolare in una gabbia di Faraday, l’operazione “anti-EMI” diventa un po’ impegnativa. Ma qui questo ne parliamo in una prossima volta.

… e buona stampa 3D a tutti!

 

ugello 3D occluso: mi passi una corda?

Che il motto di Leo Fender fosse “There is more life with the music” è cosa nota a chi ama quelle sei corde “elettriche”.

Ma cosa c’entra con la stampa 3D? C’entra, c’entra…

Se per i pitagorici l’universo era “suono”, e quindi numeri, allora la chitarra elettrica è associabile alla stampa 3D, in fin dei conti con dei numeri (GCode) possiamo “creare” oggetti.

Ma veniamo al sodo.

Se l’ugello della stampante FFF/FDM si occlude bisogna liberarlo, e per liberarlo meccanicamente abbiamo due strade:P1120345

  • punta da trapano (minidrill)
  • filo d’acciaio

Il primo, la punta da trapano, non è di facile reperibilità in quanto stiamo parlando di diametri molto piccolI, nell’ordine di decimi di millimetro. Di solito si possono trovare buoni assortimenti di queste punte nei negozi specializzati in modellismo. Per il secondo caso, il filo d’acciaio, la situazione non è migliore: di solito si trova del filo di ferro (nelle striscioline che servono per chiudere i sacchetti), ma non dell’acciaio.

SOLUZIONEP1120489

Beh, se siete chitarristi, o se avete un amico tale,  basterà prendere una corda di chitarra elettrica! Possono essere utili gli spezzoni di corda in eccesso: quelli che vengono tagliati perchè escono dalle meccaniche (o chiavette), oppure una corda rotta.

 

Io uso di solito le Fender “010” (ma non disdegno le D’Addario 0.11). I diametri di questo set di corde (Fender 010) sono:

corda pollici mm
MI cantino 0.01 0.3937007874
SI 0.013 0.5118110236
SOL 0.017 0.6692913386

P1120490Come si vede, il MI-cantino ha le dimensioni giuste per pulire l’ugello da 0.4mm dai depositi carboniosi che con il tempo ivi si depositano.

Una nota molto importante: le corde, che sono in acciaio e nickel, vanno maneggiate con cura, possibilmente con dei guanti in quanto le estremità delle stesse potrebbero ferirvi (specie il terminale tagliato con il tronchesino, che diventa molto tagliente). D’altronde dovendo tutte le operazioni con “hot-end” attivo vanno fatte con i guanti: lo sappiamo bene!

 

Buona stampa a tutti e Rock ‘ll never die!

 

 

Fusion 360: tutto quello che serve per disegnare e stampare in 3D

Da Autodesk una bella novità per chi progetta e chi stampa (in 3D) e per chi fa entrambe le cose.

logo_fusion

L’applicazione si chiama Fusion 360 ed in effetti quel 360 indica che il prodotto (Fusion) opera a 360 gradi nel mondo della stampa 3D.

Ho assistito alla sua presentazione durante un workshop del Salone del Mobile di Milano.

Fusion 360 permette di gestire il ciclo produttivo 3D, infatti è possibile:

  • disegnare (CAD)
  • ottimizzare (CAE)
  • stampare (CAM)
    • additiva (FDM)
    • sottrattiva (milling)

IN CLOUD

Tutti i file prodotti nel ciclo (vedi sopra) vengono salvati nel cloud di Autodesk. A questo punto la domanda è: ma è garantita la riservatezza? Risposta: in teoria si’, ma come tutte le cose qualche “intrusione” è possibile. Va comunque detto che in questo caso il cloud funge da certificatore della paternità del progetto: è possibile sapere chi ha salvato in cloud e quando questo è avvenuto. Non è una protezione brevettuale, ma ci siamo vicini.

 

COLLABORATIVO

Usando il cloud è possible lavorare a piu’ mani su un progetto: per esempio, al temine della mia giornata il mio progetto puo’ essere ripreso da un collega dall’altra parte dell’oceano. O molto piu’ semplicemente, un collega puo’ eseguire degli aggiustamenti o modifiche stando a casa o in un altro ufficio. Il tutto senza passare tramite email o servizi di file-sharing.

 

LE VERSIONI DEI DISEGNI

Tenere traccia delle variazioni dei disegni è fondamentale per poter seguireversioning_fusion l’evoluzione del progetto stesso. Solitamente il versioning è eseguito dal classico “Salva con nome…” al quale viene aggiunto un numero che si incrementa al nome del file stesso. Questa operazione con Fusion 360 diventa automatica è quindi è possibile tenere sotto controllo tutte le variazioni del disegno.

 

LE SEZIONI

Come dicevo, Fusion 360 integra diverse sezioni applicative (CAD, CAE, …). Queste aresezioni_fusione sono evidenziate in un menu a sinistra e selezionando una di queste, automaticamente viene impostato il relativo menu delle funzioni (la tipica barra orizzontale in alto dello schermo). Il tutto rimanendo nello stesso programma.

 

 

 

 

IL CAD

Il disegno è realizzabile tramite forme predefinite (primitive) le quali possono essere dimensionate in tre modi:

  • mouse
  • tavoletta graficashape_fusion
  • immettendo i parametri da tastiera

Quest’ultima modalità è ottima per chi è abituato a CAD parametrici, tipo OpenSCAD.

 

 

 

 

FILE PRECEDENTI

Essendo un prodotto da poco tempo presente sul mercato, Fusion 360 deve fare i conti con i file prodotti con altri software. In pratica è possibile importare da diversi formati di disegno:

  • Alias files (*.wire)
  • AutoCAD DWG files(*.dwg)
  • Autodesk Fusion 360 files (*.f3d)
  • Autodesk Fusion 360 Drawing files (*.f2d)
  • Autodesk Fusion 360 Toolpath files (*.cam360)
  • Autodesk Inventor files (*.iam, *.ipt)
  • Catia V5 files (*.CATProduct, *.CATPart)
  • DXF files (*.dxf)
  • FBX files (*.fbx)
  • IGES files (*.iges, *.ige, *.igs)
  • NX files (*.prt)
  • OBJ files (*.obj)
  • Parasolid Binary files (*.x_b)
  • Parasolid Text files (*.x_t)
  • Pro/ENGINEER and Crea Parametric files (*.asm, *.prt)
  • Pro/ENGINEER Granite files (*.g)
  • Pro/ENGINEER Neutral files (*.neu)
  • Rhino files (*.3dm)
  • SAT/SMT files (*.sab, *.sat, *.smb, *.smt)
  • SolidWorks files (*.prt, *.asm, *.sldprt, *.sldasm)
  • STEP files (*.ste, *.step, *.stp)
  • STL files (*.stl)
  • SketchUp files (*.sku)

 

IL DOWNLOAD

Va detto che Autodesk è una azienda seria che produce e che …deve vendere. L’aspetto interessante è disponibilità del software completo per un periodo di prova durante il quale si ha la possibilità di capire tutti i vantaggi di una possibile migrazione a Fusion 360. Il download puo’ essere fatto dalla pagina: http://www.autodesk.com/products/fusion-360/overview

CAM

La creazione del GCode per la stampa avviene utilizzando “Print Studiprint_fusiono” oppure altri software “esterni” quali ad esempio Cura. Essendo un prodotto a parte, Print Studio verrà trattato in un prossimo articolo, e al momento posso dire che è un programma che traduce in GCode per quasi tutte le stampanti 3D, sia additive e sia sottrattive, utilizzando la semplictità ed intuitività tipica dei software di Autodesk.

 

 

 

CONCLUSIONE

Fusion 360 è un prodotto innovativo che non mancherà di stupire per la sua facile potenza. Da mettere nel carrello!