Wortmann

Designer: Wortmann
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Wortmann ha studiato design a Monaco di Baviera, seguito da uno stage e diversi progetti di design freelance per Ingo Maurer. Nel 1999 ha co-fondato lo studio di design Büro für Form con Benjamin Hopf. Numerosi premi e mostre internazionali confermano il successo dello studio che si concentra su interior design, industrial design, design di mobili e lighting design. Nel 1999 Constantin Wortmann fu presentato a Thomas Schulte a Lipsia e con lui a quello successivo. Ma chiamare il suo lavoro per la prossima collezione casa solo un lavoro di design freelance sarebbe un eufemismo. Wortmann fa parte della squadra, un membro della prossima famiglia. Logo, CI, servizi fotografici, catalogo, bancarelle – tutti sono inconfondibilmente Büro für Form e sicuramente Constantin Wortmann. Thomas Schulte è l’uomo che ha riconosciuto il potenziale di Constantin Wortmann e ha avuto il coraggio di lavorare così a stretto contatto con il giovane e sconosciuto progettisti. Mentre Benjamin Hopf ha intrapreso nuovi percorsi dalla fine del 2006, Constantin Wortmann ha creato Alien, NLC, COSMO e Enterprise per il prossimo e sta ancora una volta giocando con le abitudini di visualizzazione del suo pubblico. Resta curioso di sapere cos’altro ha intenzione di progettare. Attendiamo con ansia ciò che Wortmann presenterà prossimamente.  [http://www.next.design/en/designer/view/wortmann.html]

Il caso si allarga…

VERSY flag, Sweden
VERSY flag, Sweden

Se ne parla da un po’ di tempo su come impiegare, in modo innovativo, la stampa 3D.

Come tutti i cambiamenti di un certo rilievo, è necessario far maturare le nuove idee e soluzioni. Molto spesso pigrizia, diffidenza e non ultimo, ostilità, impediscono il diffondersi rapido delle innovazioni.

DIVERSI ATTORI

La stampa 3D non è più nel ristretto ambito dei primi detentori dei brevetti, questo almento per le tecnologie “consolidate” (FDM/SL) e ciò implica la presenza (interessata, certo) di altri produttori: filamenti e resine via via speciali. Ecco quindi che oggi si può stampare in casa un cuscinetto plastico senza dove ricorrere a costosi stampi. Questa, seppuer piccola, novità è stata possibile grazie all’interesse che il settore 3D sta suscitando. Quindi non solo i produttori tradizionali, ma anche nuovi attori.

 

TERMOPLASTICI EVOLUTI

Assieme all’oramai noto novero di PLA-ABS-HIPS-PETG-ASA, ecc. si sono aggiunti prodotti che evolvono nella sostanza il concetto di termoplastico 3D. Mi riferisco a IGUS, leader da anni (ma non troppi) del settore delle plastiche “speciali”.

Adesso IGUS ha un catalogo ad-hoc per la stampa 3D: tutti filamenti dalle solite caratteristiche: uso alimentare, resistenza all’usura, all’atmosfera aggressiva, e via dicendo.

RICAMBI

Recentemente si è parlato di obsolescenza programmata, tanto di divenire caso giuridico in alcuni paesi attraverso delle class-action. Il problema è reale, ma credo che i costruttori difficilmente torneranno a produrre col buon senso della durabilità: prima si rompe e prima si fattura. Una possibilità sarebbe quella della ricambistica, portai un esempio in questo articolo: sul parasole della Feroza.

Molto più ampio e promettente poteva essere la scelta di Hoover, ma a quanto pare la faccenda si è arenata (clicca qui). Chissà perchè.

PORSCHE

Qualcun’altro sta provando la strada della ricambistica in stampa 3D: Porsche.

Ben sapendo che è quasi impossibile continuare a produrre ricambi per i modelli d’epoca, Porsche ha scelto la scommessa del 3D.In questa maniera il prezzo dei ricambi riesce a rimanere contenuto e, cosa non secondaria, la richiesta del cliente viene soddisfatta in breve tempo.  E poi l’immagine, che per un brand come Porsche non è poca cosa. Di certo si saranno fatti due conti in tasca e il vantaggio l’avranno certamente valutato.

Per chi volesse approfondire ecco un link: http://www.hdmotori.it/2018/02/12/porsche-classic-stampa-3d-ricambi-auto-epoca/