Rete in vendita

Il prossimo 4 luglio il Parlamento Europeo deciderà sulla legge sul copyright del web.
L’argomento riguarda tutti: dalla grande azienda al piccolo blogger di periferia.
Per quanto comprendo si tratta di una serie di norme “strane”.

LE BUONE INTENZIONI

Che proteggere il diritto d’autore sia giusto non vi sono dubbi. Ma come capita di sovente, le buone intenzioni non sempre conducono a buone mete.

CHE COSA TRATTA

In sintesi, non si potranno caricare foto o video già pubblicati da altri. Non si potranno inserire link. Blocco del sito, penali ai provider che non ” filtrano”, e…tasse.

I DIRITTI

Ad oggi, il copyright è già tutelato anche se le norme, in generale, risalgono ad anni addietro. Ma la tecnologia corre ed il diritto non può mantenere il passo.

Come in tutti gli Ordinamenti, questo diritto tutela prevalentemente dai danni economici: il fotografo che ha speso ore per una foto deve essere compensato. Non ci piove.

RICONOSCIMENTO

Il materiale intellettuale (video, foto e documenti) di altri non può essere copiato sul proprio sito. E va bene. Però esiste anche il buon senso: se pubblico qualche immagine di altri autori, se questo avviene raramente, se non traggo beneficio economico da questo, se non ledo il nome l’autore, allora non si può parlare di danno.

Riconoscere preventivamente i diritti altrui è un escamotage che di solito consiglio nel disclaimer: ” tutto il materiale appartiene ai legittimi proprietari.”

Poi ci sono le citazioni: essere citato aumenta il ranking. Chidetelo ad un ricercatore. Anche questo è un compenso.

Ora questo non basta più.

WEB DEMOCRATICO

Internet doveva essere un luogo pubblico, e invece, come al solito è diventata l’Arena dove il grosso fa il bullo e il povero paga lo spettacolo. Eppure nelle intenzioni originarie non doveva essere così.

Mia opinione: il web è per pubblicare. Se uno non vuole, può tenersi l’album delle foto in armadio. Quindi io fotografo se metto le mie foto in vendita in internet so che saranno “mondiali”, e qui devo accettare che chi ha capacità economica mi paghi e chi non ha capacità (molti blog sono in perdita) dovrà solo citarmi.

In altre parole, devo essere riconoscente verso un sistema (e persone) che incrementa il mio rating.

Tutti devono partecipare e fruire, ognuno secondo le proprie possibilità.

GIURISDIZIONE

Nessuno è esente, o meglio molti possono incappare in questo ” laccio”.

Infatti un autore o gestore di in sito può essere cittadino  elvetico, o ivi risiedere, ma potrebbe avere il server in un qualsiasi datafarm della EU. Ecco, lì si applicheranno le norme: blocco del sito e per i ricorrenti più pervicaci, rogatoria per la violazione.

TASSE TOSSICHE

L’idea poi che anche un semplice link debba essere tassato è fantastica! Non conosco molto bene le perversioni umane, ma credo che questo sia qualcosa di simile. Ogni occasione è buona per mungere.

I VERI PARASSITI

Quello che questi mezzi maître à penser non hanno previsto è la disinfestazione del web.

Ci sono personaggi che in rete (magari ne parlerò in seguito) guadagnano cifre considerevoli, utilizzando i frutti del lavoro altrui. Questi sì che vanno rimossi e sanzionati.

OLIGOWEB?

Cui prodest, scrivevano i latini. E vale ancora oggi. Chi realmente tutela questa legge?

I malevoli dicono che tutelerà solo i grossi nomi, quindi per non avere noie i “piccoli” saranno relegati ai margini del web: chi si può permettere un fotografo professionale? Una redazione vera e propria? Uno studio legale internazionale? Solo i big e neanche le medie aziende.

Facciamo qualche nome: tra i promotori vi è un tale Oettinger: un capolavoro di statista, uno che capisce il (suo) mondo…

Sull’argomento ha scritto l’ottimo Foa: http://blog.ilgiornale.it/foa/2018/06/24/lultima-della-ue-il-web-senza-immagini-e-senza-idee-si-chiama-censura-io-non-ci-sto-e-tu/

Quindi un web per pochi, dove solo alcuni possono pubblicare mentre gli altri zitti, tanto non contano. Ma comprano…

Che ne pensate?

 

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