Stampa 3D per creare ricambi

Molti per curiosità vengono attratti dalla tecnologia della stampa 3D.

Poi dalla curiosità nascono le domande: cosa posso fare con una stampante 3d?

Qualcuno c’ha pensato…

IL LUOGO

Siamo a Lugano, al corso di progettazione e stampa 3D (CPA) nella sua sessione primaverire 2017. Liceo Cattaneo.

 

 

 

IL CASO

Una lavastoviglie ogni tanto va in “panne”: un semplice e prezioso ferma-carrello si rompe ed allora il rischio  che il carrello stesso esca dai suoi binari diventa molto alto. Se mai questo dovesse accadere, sarebbe un disastro: stoviglie a terra in pezzi!

Come si chiama questa lavastoviglie? BLOMBERG, con una sola “o”, mi raccomando! Aggiungo una nota personale: questo problema è molto comune, quindi le altre marche non ridano per favore…

LA SOLUZIONE

Dopo diversi tentativi più o meno posticci, ecco l’idea: usare una stampante 3D per produrre il pezzo! Certo che però bisogna disegnarlo questo pezzo di ricambio: nessuno lo ha fatto prima e il produttore non fornisce l’STL. Ma questo non è un problema per il nostro “stampatore 3D”: durante il corso di stampa 3D si è parlato di un software “strano” per disegnare (CAD). È OpenSCAD.

Da quel momento e per qualche sera ecco che il nostro stampatore prende misure, comincia a scrivere in OpenSCAD, corregge, riprova, verifica e infine… stampa!

LA STAMPA

Giusto per parlare di stampa 3D on-demand-and-locally (si, sono un po’ in ritardo con 3DPOINT, ma ci stiamo lavorando e quello che si vede sul web è solo la pagina di “parcheggio”…) ecco che durante una lezione mi arriva la richiesta di stampare un oggettino semplice semplice. Lo carico da chiavetta, lo analizziamo con NetFabb (CAE) e infine lo stampiamo con una Robox02 (FabLab di Grono). Ah, dimenticavo, l’oggetto finale è stato realizzato in ABS perchè come noto il PLA con il suo softening point basso non avrebbe retto. Ma il nostro stampatore 3D è talmente contento che invita a cena ogni sera amici e parenti, tanto poi ci pensa la lavatostoviglie. E la lavastoviglie lavora a più non posso, ma non è un problema: tanto, in caso di bisogno ogni pezzo di ricambio è già nella “matita” del nostro stampatore!

Mica male, no?!

E tanti complimenti ad Angelo!

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