inserire mappe e video

Un articolo o una pagina di WordPress, possono essere arricchite di contentuti esterni: Google-Maps, Youtube, Vimeo, ed altri.

Ecco una breve guida.

Inserimento Maps

  • aprire due schede del browser
    • una per l’editing dell’articolo (la chiameremo “A”)
    • l’altra su maps.google.com (la chiameremo “B”)
  • sulla scheda “A” inserire il titolo
  • sulla scheda “A” cliccare sul tab “testo” (html)
  • sulla scheda “B” cercare la zona interessata
  • fare un click, tasto SX sul punto desiderato
  • tasto DX , scegliere “indicazioni stradali fino a qui”
  • click sul menu in alto a sx
  • click su “condividi e incorpora mappa”
  • scegliere il tab “incorpora”
  • copiare negli appunti (ctrl+C) il codice “<iframe….>”
  • sulla scheda “A” incollare dagli appunti
  • scheda “A” salvare
  • visualizzare la pagina

ecco fatto!

Inserimento da Youtube

Il procedimento è simile al precedente.

aprire due schede del browser

  • una per l’editing dell’articolo (la chiameremo “A”)
  • l’altra su youtube.com (la chiameremo “B”)
  • su scheda “B” puntare al video desiderato
  • click sulla voce “condividi”
  • click sul tab “codice da incorporare”
  • copiare la stringa html “<iframe….>”
  • incollarla nella pagina “A”
  • salvare…

Ecco fatto!

 

 

 

Ora i tuoi articoli hanno un aspetto davvero completo!

 

 

 

 

 

 

Creare SD per Raspberry

Per poter utilizzare la nostra scheda Raspberry abbiamo bisogno di installare un sistema operativo.

Normalmente la scelta ricade su Raspbian, ma esistono anche altre opzioni. In ogni modo si tratta di fork di linux (Debian).

 

SCARICARE IL SISTEMA OPERATIVO

Il nostro percorso inizia con il download del file che conterrà Raspbian. Al termine, come consuetudine, troveremo il nostro file nella cartella destinata ai “download”. Possiamo anche lasciarlo lì. Per scaricare Raspbian, clicca qui.

FORMATO IMMAGINE

No, non si tratta di immagini vere e proprie (png, gif, ecc.), ma di immagine di memoria di massa, o meglio di CD-ROM. Questo perchè inizialmente le installazioni software avvenivano (ora un po’ meno) tramite cd-rom. Quindi il file scaricato non è un file compresso che normalmente scompattiamo (winrar, zip, ecc.), ma simula il modo di archiviazione del CD-ROM (ISO9660): ecco perchè si chiama anche “immagine ISO“. In pratica passeremo questa immagine su una SD-CARD.

In programma semplice e funzionale è, ad esempio, Etcher, ma ne esistono molti altri.Chi volesse lo può scaricare dal repository software: clicca qui.

Vediamo ora i passi in generale:

SEQUENZE

  • scaricare immagine ISO
  • scaricare software per creare immagini ISO
  • scrivere SD-CARD
    • selezionare ISO
    • selezionare drive (SD-CARD)
    • copia!
    • sganciare SD-CARD (da sistema operativo)
  • inserire in Raspberry

 

 

AVVIO E PROVA

 

Inserire la SD-CARD a scheda spenta. e poi connettere la rete (RJ45) e alimentazione. I più tecnologicamente dotati potranno collegare lo schermo tramite la porta HDMI, nonchè tastiera e mouse. Per gli altri basterà una connessione con emulatore di terminale.

Se abbiamo fatto tutto giusto il nostro sistema partirà subito!

 

 

 

 

Stampa 3D per creare ricambi

Molti per curiosità vengono attratti dalla tecnologia della stampa 3D.

Poi dalla curiosità nascono le domande: cosa posso fare con una stampante 3d?

Qualcuno c’ha pensato…

IL LUOGO

Siamo a Lugano, al corso di progettazione e stampa 3D (CPA) nella sua sessione primaverire 2017. Liceo Cattaneo.

 

 

 

IL CASO

Una lavastoviglie ogni tanto va in “panne”: un semplice e prezioso ferma-carrello si rompe ed allora il rischio  che il carrello stesso esca dai suoi binari diventa molto alto. Se mai questo dovesse accadere, sarebbe un disastro: stoviglie a terra in pezzi!

Come si chiama questa lavastoviglie? BLOMBERG, con una sola “o”, mi raccomando! Aggiungo una nota personale: questo problema è molto comune, quindi le altre marche non ridano per favore…

LA SOLUZIONE

Dopo diversi tentativi più o meno posticci, ecco l’idea: usare una stampante 3D per produrre il pezzo! Certo che però bisogna disegnarlo questo pezzo di ricambio: nessuno lo ha fatto prima e il produttore non fornisce l’STL. Ma questo non è un problema per il nostro “stampatore 3D”: durante il corso di stampa 3D si è parlato di un software “strano” per disegnare (CAD). È OpenSCAD.

Da quel momento e per qualche sera ecco che il nostro stampatore prende misure, comincia a scrivere in OpenSCAD, corregge, riprova, verifica e infine… stampa!

LA STAMPA

Giusto per parlare di stampa 3D on-demand-and-locally (si, sono un po’ in ritardo con 3DPOINT, ma ci stiamo lavorando e quello che si vede sul web è solo la pagina di “parcheggio”…) ecco che durante una lezione mi arriva la richiesta di stampare un oggettino semplice semplice. Lo carico da chiavetta, lo analizziamo con NetFabb (CAE) e infine lo stampiamo con una Robox02 (FabLab di Grono). Ah, dimenticavo, l’oggetto finale è stato realizzato in ABS perchè come noto il PLA con il suo softening point basso non avrebbe retto. Ma il nostro stampatore 3D è talmente contento che invita a cena ogni sera amici e parenti, tanto poi ci pensa la lavatostoviglie. E la lavastoviglie lavora a più non posso, ma non è un problema: tanto, in caso di bisogno ogni pezzo di ricambio è già nella “matita” del nostro stampatore!

Mica male, no?!

E tanti complimenti ad Angelo!

WordPress, Bitnami e MacOs

L’installazione in locale dello stack per WordPress, nei diversi sistemi operativi, è semplificata con il pacchetto di Bitnami.

Poi bisogna avviare il servizio…

INTERFACCIA DI RETE

Se il computer è collegato ad una rete, sia ethernet, sia wifi e sia in wifi-tethering (hotspot personale con lo smartphone), allora sarà facile proseguire per avviare il servizio di WordPress.

Qualche problema nasce se al contrario il pc non è collegato in rete: non tutti i sistemi operativi funzionano allo stesso modo. Per esempio i sistemi Unix-like, quali anche il MacOs, non consentono l’utilizzo dei servizi di rete, e quindi di WordPress in locale.

Una differenza esiste invece con Windows: anche se scollegato dalla rete il collegamento al nodo “localhost” rimane disponibile. Per la cronaca l’indirizzo IP predefinito di localhost è 127.0.0.1.

 

WORDPRESS NON È OFFICE

Chiariamo subito che installare ed usare in locale lo stack WordPress non è la stessa cosa che aprire Writer o Word. Il fatto che Bitnami semplifichi l’installazione non significa che gestire un servizio WordPress in locale sia banale. Tutt’altro!

Bisogna avere qualche idea di come funziona lo stack sul proprio computer e si come sono strutturati i servizi.

Per Windows, parlando dei servizi di WordPress, si tratta di servizi avviati da local-system (applet services.msc) che vengono attivati all’avvio del sistema. Quindi se qualcosa non funzionasse bisognerà per primo verificare che siano avviati.

Su Unix avremo invece dei processi avviati da root o equivalente. Anche in Unix è possibile avviare automaticamente dei processi, ma la buona prassi è di “far salire” i processi a mano. Unix è per i server, è una tradizione.

 

AVVIO SU MACOS

Dopo aver installato il pacchetto sul nostro MacOs bisognerà che sia collegato in rete. Possiamo verificarlo tramite il browser.

Quindi dovremo aprire il terminale. Ecco, come dicevo, Wordpres-sistema non è Office!

Il terminale è una piccola icona che raffigura per l’appunto un terminale.

Lo dovremo aprire e scrivere alcuni comandi, ma attenzione: non saremo “utenti Office”: bisogna conoscere un po di sistema operativo altrimenti ci si “impasta”.

Una volta entrati nel terminale, per prima cosa dobbiamo scroprire dove si trova uno script: ctlscript.sh.

Daremo quindi il comando

find / -name "ctlscript.sh" -print

se la nostra utenza non è previlegiata dovremo darlo così:

sudo find / -name "ctlscript.sh" -print

Ci dovrà apparire almeno una riga simile

/Application/wordpress..../ctlscript.sh

Quindi, sempre nel terminale daremo il comando di avvio:

/Application/wordpress..../ctlscript.sh start

 

COSA ESEGUE CTLSCRIPT.SH

Questo piccolo programma (o script shell), ctlscript.sh, è un “lanciatore”: in pratica manda in esecuzione per tutto il tempo in cui il pc rimarrà acceso, due processi:

  • Apache (web server)
  • MariaDb (database)

Inoltre questo script ci fornirà delle importanti informazioni: le porte utilizzate dai servizi che sta avviando (Apache e MariaDb).

 

L’IMPORTANZA DELLE PORTE

Senza voler entrare nel dettaglio delle logiche di rete (networking), possiamo dire che se l’indirizzo IP corrisponde al palazzo, le porte (di rete) corrispondono ai citofoni dello stesso palazzo. In pratica quando ci colleghiamo ad una macchina (tramite TCP/IP) con un programma, per esempio un browser, dovremo conoscere anche a quale porta “suonare”. Esistono dei default: per esempio la porta 80 corrisponde ai servizi web. Essendo di default non sarà quindi necessario scrivere sul browser

www.miosito.net:80

ma basterà

www.miosito.net

e l’80 verrà inserito automaticamente.

Torniamo a ctlscript.sh, questa shell ci dirà su quale porta è attivo il nostro Apache e questo valore lo dovremo scrivere nel browser…

COLLEGARSI COL BROWSER

Una volta avviato Safari, basterà scrivere nella barra degli indirizzi

localhost:8080

ovviamente questo nel caso che ctlscript.sh ci abbia detto che la porta è la 8080.

Chiaro?

Risorse per WordPress, per cominciare

In rete l’offerta di codice, temi, plugin ecc. per WordPress, è notevole.

Ciò è dovuto al fatto che WP è una piattaforma diffusa e alla quale collaborano diversi e valenti sviluppatori.

CODICE

Il codice per WordPress è il suo nucleo: è quello che ne permetta l’installazione ed è quello che si connette alla base dati (MySql o MariaDB). Quando si parla di versione di WordPress ci si riferisce proprio a questo codice.

Per scaricarlo basta puntare a uno degli URL in dipendenza del sistema operativo:

https://wordpress.org/latest.zip

http://wordpress.org/latest.tar.gz

Non sempre è necessario scaricare WordPress: molto spesso è già disponibile dai diversi provider, e quindi è solo necessario registrarsi.

TEMI

I temi, delizia di WordPress (beh, non sempre!) possono essere visionati e scaricati all’URL:

https://wordpress.org/themes/

Questa pagina corrisponde in un certo senso alla “app store” di Android. In effetti in essa vi sono i diversi software e le relative informazioni:

  • rating
  • numero download
  • autore
  • note per l’installazione
  • …e molto altro.

PLUGIN

Altra categoria software importante sono i plugin: con essi possiamo estendere notevolmente le potenzialità del nostro sito:

  • sicurezza
  • newsletter
  • estetica
  • … e ancora molto altro.

I plugin possono essere visionati e scaricati all’URL:

https://wordpress.org/plugins/

 

ATTENZIONE!

Tutto il software che installiamo potrebbe danneggiare la nostra installazione di WordPress, quindi sarà bene attenersi a poche, semplici, ma importanti regole: ne parleremo in seguito.

 

IN PROFONDITÀ

Per chi volesse appronfondire la conoscenza di WP, di come è stato scritto e di come funziona al suo interno, ecco un altro URL

https://codex.wordpress.org/

 

Vi si troveranno molte informazioni, compresa la sezione “Troubleshooting”, nella quale si analizzano diversi inconvenienti o problemi nei quali a volte si capita.

 

FOTO

Le foto, e oramai anche i video, rendono un sito più interessante. Cert, è solo esteriorità, ma un sito è in fin dei conti una vetrina e quindi deve attirare l’attenzione.

Se non si è dei maghi in fotografia, conviene affidarsi a professionisti del settore. Inoltre molte delle foto che possiamo trovare in rete sono coperte da diritto d’autore e quindi è meglio ricorrere a siti specializzati. Uno su tutti, ma non l’unico, è senz’altro Fotolia, ecco il suo URL

https://de.fotolia.com/

Chiaramente le cose belle hanno il loro prezzo, ma normalmente ne vale la pena.

 

COLORI

Anche i colori migliorano il “vestito” del nostro sito. Qui il senso estetico del webmaster gioca un ruolo importante. Ma non solo: molti colori sono in qualche maniera collegati all’oggetto che si vuole descrivere. Questo lo affronteremo in un prossimo articolo…

 

 

installare WordPress: facile

Per usare WordPress non ci vuole molto: basta registrarsi su uno dei tanti blog-provider (Altervista, ecc.) e si può iniziare sin da subito gratuitamente.

Qualche volta però è utile avere una installazione WordPress direttamente sul nostro personal computer. Si tratta quindi di una installazione “personale” o locale, quindi autonoma.

 

PERCHÈ IN LOCALE

Cominciamo a definire le due installazioni tipiche di Wordpress (e spesso complementari):

  • locale o privato
  • pubblico

Una installazione locale d WordPress è utile per diversi scopi:

  • staging area
  • sviluppo
  • replica o backup

In pratica con l’installazione locale è possibile ricreare il sito “ufficiale” quello visibile in Internet (e quindi pubblico). Avere quindi una copia del sito Internet ci consente ripristinare il sito pubblico in caso di attacco hacker, o altre disfunzioni.

Altro aspetto interessante dell’installazione locale è quello di poter sviluppare o provare il sito prima di renderlo pubblico.

 

COSA SERVE

Normalmente una installazione WordPress richiede uno stack o pila di software:

  • Sistema operativo
  • Web server
  • Application server
  • database

Ecco quindi soluzioni LAMP o WAMP:

  • Linux o Windows (Sistema operativo)
  • Apache (Web server)
  • PHP (Application server)
  • MySql (database)

COMPETENZA NECESSARIA

Purtroppo, bene o male che sia, installare la pila di software richiede una certa competenza sistemistica. Infatti a parte il sistema operativo (che comunque deve essere adattato) tutte le altre parti richiedono una precisa configurazione.

La configurazione, per esempio, di Apache (web server) è tuttaltro che una passaggiata: il suo file httpd.conf è zeppo di parametri poco chiari al neofita.

Tutti questi aspetti e relativi insuccessi possono scoraggiare un webmaster o sistemista in erba.

ALTERNATIVA

Una semplice alternativa all’installazione “del sistemista” è quella di installare uno stack software preconfigurato. In questa maniera sarà possibile installare tutte le parti usando il solito sistema “setup-next-finish” tipico di molte installazioni (specie in Windows).

É disponibile l’eseguibile per l’installazione nel solito repository di Dropbox: cliccare qui.

COME USARE

Prima di tutto bisogna salvare qualche appunto: numero delle porte utilizzate

  • 80, di solito, per il web server
  • 3306, di solito, per PhpAdmin, console per database e application

e le credenziali dell’amministratore

  • nome reale (magari nome e cognome)
  • userid
  • password

L’accesso al proprio sito locale potrebbe essere:

http://localhost:80

mentre per accedere alla bacheca (dashboard) di WordPress dovremo puntare a:

http://localhost:80/wp-admin

PER CONTINUARE

A questo punto saremo pronti per lavorare sul nostro sistema locale.

Un passo successivo sarà la duplicazione dei contenuti da un sito all’altro, ma questa lo affronteremo in un prossimo articolo.