Aggiungere testo a STL

Aggiungere un testo in un disegno 3D è una operazione semplice che tutti i software offrono.

Ovviamente mi riferisco a testi in 3D o estrusi e non alle etichette che, ad esempio, indicano le quote di un disegno.

Quindi partendo dal CAD il tutto è molto semplice.

PARTENDO DAL CAE

Il problema del testo 3D nasce quando abbiamo un file STL e non il sorgente del disegno. In questa fase i solidi sono già definiti e non è possibile modificarli se non eseguendo l’operazione di reverse engineering.

Come fare per aggiungere una scritta ad un file STL?

Facile! Pochi strumenti e pochi passi! Vediamo come…

COSA SERVE

In questo esempio (accessorio per Playstation) userò due software:

  • Sketchup
  • Makerbot Desktop

COME PROCEDERE

Aprire Sketchup e importare il file STL:

  • File
  • Import e scegliere il formato STL (la lista è lunga).

 

 

 

 

 

e ora il testo:

  • menu scegliere Tools
  • e poi “3D text”
  • Inserire il testo: tra i diversi (pochi) parametri verificare che Height sia almeno 2.0mm.

Il testo 3D è una entità a sè e va posizionato (aderente, non staccato!) alla superficie che si desidera.

PASSI FINALI

A questo punto basterà ri-salvare il nuovo file STL (comprendente il testo) e passare al CAE e quindi al CAM come al solito.

 

OGGETTO PERSONALIZZATO

Al termine avremo la stamp 3D di un oggetto generico con la personalizzazione desiderata.

 

 

 

 

Stampe del corso di Lugano- 2017a

Altra stampa dal corso di Progttazione e stampa 3D di Lugano, organizzato dal CPA (Corsi per Adulti).

Si tratta di una modello dentale in formato STL.

La stampa è stata eseguita con diverse tecnologie:

  • FFF – la stampante è una Robox
  • SL – la stampante è una Form2

e diversi materiali:

  • PLA
  • ABS
  • resina bianca std.

RIFINITURA

Il modello in PLA è stato lasciato tale e quale, mentre quello in ABS è stato “levigato” con vapori di acertone.

Per la SL solito “giro”: lavaggi, curing UV e tronchesino!

 

stampa in PLA

Dopo aver impostato il piano di lavoro della Form2, è stata avviata la stampa:

Form2
Form2: inizio lavoro…
Form2: il primo strato è fatto!
Form2: spot laser in opera…
Form2: la struttura cresce
Form2: finito!
Form2: a testa ingiu’
Form2: il pezzo in … discoteca!

La stampa sottostante è stata realizzata in ABS e poi rifinita in bagno di acetone.

stampato in ABS

Stampante 3D: ROBOX

Nata in Gran Bretagna, già patria di RepRap e quindi di Boywer, la ROBOX è davvero una novità nel panorama delle stampanti 3D.

Nei giorni scorsi, nel Fab-Lab di Grono ne abbiamo ricevuta una in prova: ecco le prime impressioni.

CONFEZIONE

La confezione e la dotazione di strumenti è davvero interessante. Ma partiamo dal

peso della scatola: tutto sommato leggera sono circa 9Kg. Tra le dotazioni fa spicco la trousse di cutter per il ritocco. Il software da installare è contenuto in una simpatica chiavetta USB dalle dimensioni di una carta di credito.

 

CARATTERISTICHE

Con le dimensioni di 37x34x24 cm, abbiamo una stampante a doppio estrusore.

Il volume di stampa è contenuto in 21x15x10cm, ovviamente è imposto dalle dimensioni esterne, ma è sufficiente per molte stampe.

L’ugello standard è da 300μm, quindi il 30% più preciso dello standard di mercato.

La risoluzione Z, o dZ è notevole: 20μm!

Il piano di stampa è in un tessuto-non tessuto polimerico: l’adesione è potente e lo statto dal piano è molto preciso.

MOLTO AUTOMATICA

Gli automatismi della ROBOX sono numerosi.

I filamenti per esempio possono essere marchiati “ROBOX” e quindi dotati di microchip per il riconoscimento. In questa maniera il firmware della stampante imposterà i giusti parametri per la stampa.

Il cambio del filamento è completamente automatico: basta solo spingere dolcemente il filamento nella sua fessura e poi il tutto procederà automaticamente.

La pulizia dei filamenti è davvero accurata: non come nelle altre stampanti dove è l’operatore a dover scegliere di far scorrere a vuoto un po’ di filamento: la ROBOX prevede un ciclo completo di “purge” e lo esegue ad alta densità del polimero, quindi a bassa temperatura dell’estrusore. è una finezza, ma sta a significare la cura del progetto.

Non poteva mancare il controllo dell’apertura dello spertellino di accesso al piano di stampa: durante il lavoro lo sportello viene bloccato, come nella macchine di fascia alta, molto alta.

Ultimo della serie degli automatismi è l’impostazione dello Z-gap: quindi non piú spessimetri o cartoncini calibrati.

 

PARTENZA!

Una volta aperta e collegata all’alimentazione ed al PC, proviamo ad accenderla. Poi iniziamo a caricare il filamento: lo riconosce come “suo” e quindi fa tutto da sola. Poi installiamo il software. Il suo CAM è valido per tutte le piattaforme PC: Windows, MacOs e Linux.

 

FILAMENTI

Abbiamo scritto che ROBOX usa i suoi filamenti, gli SmartReel. Gli SmartReel sono dotati di microchip per poter essere identificati, o meglio identificare il polimero, ma non il suo colore.  Questa soluzione è adottata anche da altri costruttori hanno scelto la strada dell’identificazione delle bobine, ma è anche vero che, a differenza di altre marche, con i propri filamenti con microchip, la ROBOX permette l’uso di altre marche di consumabili. Questa è correttezza.

 

CAM “AUTOMAKER”

Il software CAM è proprietario e dialoga con la stampante. AutoMaker non possiede un suo slicer, ma utilizza l’oramai famoso Cura (di Ultimaker).  Visto dall’interno AutoMaker è una applicazione che gira su una JVM (Java) e questo ha permesso di rendere l’applicazione disponibile su tutti i sistemi operativi riducendo i costi di sviluppo e di implementazione.

Esiste un limite di AutoMaker anche per quanto riguarda STL “pesanti” in questo caso un STL da 90MB ha mandato in loop il software: molto probabilmente non è gestito l’errore di “riempimento” (overflow) dell’array che lo deve contenere. Molto probabilmente con la prossima release verrà risolto.

 

OPZIONI CAM

Le opzioni CAM, vera selva di parametri per lo stampatore 3D, in AutoMaker sono ridotti davvero all’essenziale. Questo è certamente un vantaggio per il neofita.

FUNZIONE

Una volta che AutoMaker ha eseguito lo slicing, la stampante può essere scollegata dal pc e proseguirà la stampa in modo autonomo.

Il rumore, non pesato, è comunque nella norma, forse qualcosa in più poteva essere fatto utilizzando delle ventoline differenti oppure a regimi diversi.

 

UTILIZZO

La ROBOX è senz’altro adatta per la casa, o lo studio, sempre che le dimensioni non ne limitino la funzionalità. La possibilità del secondo filamento la rende utile per le stampe di modellini architettonici di precisione.

 

PROVARLA

Per provarla, come al solito, è facile: è disponibile al Fab-Lab di Grono. è sempre meglio provare prima di acquistare. Fidatevi!

COSTO

Il costo di questo piccolo gioiellino è di 999chf, trasporto incluso. Un prezzo davvero interessante considerando che si tratta di un prodotto realizzato in UK con caratteristiche davvero notevoli. Per meno si ha molto meno.