2016, odissea nello spazio… in 3D

L’homo sapiens è anche creativo, ed è creativo dovunque. Quindi, per soddisfare questa naturale inclinazione, ecco presentarsi una novità per il 3D-maker-spacer (è un mio neologismo, scherzoso).

Dopo aver inaugurato la stampa 3D FFF-0G (a gravità zero), non poteva mancare un recuperatore di plastica. In questa maniera su ISS si potrà stampare, e quando l’oggetto di plastica non serve piú, ecco allora che viene attivata Positrusion (di Tethers), la quale “digerisce” la “vecchia” plastica e crea un nuovo filamento.

Positrusion è in grado di creare filamenti di diversi calibri e in piccole serie (small batch).

A breve sarà disponibile la versione “civile”, ma non è dichiarato il prezzo, che certamente non sarà basso visto che non si tratta del solito shredder dei 3D-maker (che costa dai 500 ai 1500USD).

Il punto speciale di Positrusion funziona è la camera a microonde nella quale viene pre-sciolto il materiale plastico. Successivamente questa plastica viene rifilata e quindi avvolta nella bobina.

Non è chiaro in quali condizioni debba essere la plastica da “digerire”: se riutilizzo un piatto sul quale ho mangiato, lo devo lavare? E come? E quanto? Lo so si tratta di domande banali qui sulla Terra, ma nello spazio queste “banalità” possono essere esiziali.

La necessità di riutilizzare i materiali deriva dalla difficoltà di inviare di volta in volta merce-plastica a ISS: 1Kg di plastica deve essere accelerato alla velocità di fuga ovvero 11.2Km/sec e da qui è chiaro il risparmio energetico che ne deriva.

Buona estrusione spaziale a tutti!

 

 

Indovina… ecco il risultato!

nel precedente articolo bisognava indovinare “l’oggetto misterioso”:

indovina1

Tra le risposte ricevute, due descrivono in modo simile di che cosa si tratti: si tratta di una vincita ex-equo e quindi complimenti a Luca e Marco i quali avranno ciascuno 1Kg di filamento ABS della eSUN.

La foto misteriosa faceva parte di un articolo: http://moesadaur.ch/stampa3d/2016/04/21/lampada-3d-che-si-accende-al-buio/  in cui descrivevo come realizzare una lampada usando parti riciclate ed altre parti stampate in 3D.

Una buona giornata a tutti!

 

Regolazione piatto di stampa 3D

sun ray smallLa regolazione del piatto di stampa è necessaria per evitare che l’oggetto si stacchi durante la stampa stessa. La conseguenza piú frequente è la formazione di un blob intono all’ugello, le cui conseguenze sono spesso “costose”.

Z Gap

Questo è il termine col quale ci si riferisce alla distanza media tra il piano, o letto, e l’ugello. è quindi relativa al primo strato o layer-0.

VALORE COSTANTE

Il corretto valore di Z-gap dipende eslusivamente dal diametro dell’ugello. E da nient’altro. In altre parole questo valore non sarà influenzato dal tipo di polimero, o dalla temparatura, e via dicendo. Si puó quindi affermare che il Z-gap è costante per tutto il tempo in cui useremo un determinato ugello.

CALCOLO Z-GAP

Il calcolo della distanza ottimale tra il piano di stampa e l’ugello è dato dalla formula:

Zgap = diametro_ugello * sen(45)

questo indica il valore massimo consigliato, oltre al quale lo strato iniziale diventa troppo “alto” e causa i problemi già citati.

Quindi se sto usando un ugello da 0.4mm (o 400μm) il mio Z-gap sarà:

0.4 * sen(45) = 0.4 * 0.70710678 = 0.2828mm

Ció significa che potremo avere una distanza massima di Z-gap uguale a 282μm. E il valore minimo? Vediamolo…

VALORE MINIMO di z-gap

In realtà il valore minimo di Z-gap non esiste, o meglio, partendo da 0mm possiamo fare qualche considerazione. Se il valore è uguale a 0 (o molto prossimo) allora il filamento non verrà estruso, ma appena possibile “sborderà” a causa della pressione che il capstan esercita sull’estruso. In pratica la pressione dell’estruso solleva l’estrusore di quel tanto che basta a farne fuoriuscire un po’.

La capacità di fuoriuscire di pende dalla densità dell’estruso e di conseguenza dalla temperatura: maggiore è questa e minore (entro certi limiti) sarà la densità. Minore è la densità del polimero e  maggiore sarà la sua facilità a “scappare” tra ugello e piatto. E quando l’estruso “scappa” crea dei piccoli ammassi di polimero che possono successivamente urtare il movimento dell’estrusore (e quindi rischio di perdita degli assi X e Y).

VALORI POSSIBILI

La pratica suggerisce che il valore minimo puó essere ridotto del 50% rispetto al massimo, e oltre non è consigliato andare. Quindi, stando all’esempio di prima il nostro Z-gap potrà essere compreso tra:

(0.2828 * 0.5) Zgap_optimal < 0.2828mm

ovvero:

0.1414mm < Zgap_optimal < 0.2828mm

COME MISURARE IL Z-GAP

La misurazione della distanza tra ugello e piatto puó essere fatta col classico spessimetro. Ma è troppo facile e poi bisogna avere lo spessimetro…

La cosa piú semplice, e a portata di mano, è della carta o cartoncino: ad esempio un foglio di carta da fotocopiatrice da 80gr/mq ha mediamente uno spessore 108μm, di conseguenza basterà raddoppiarlo per avere 216μm, ovvero il corretto valore (sempre stando all’esempio precedente).

Buon Z-gap a tutti!