ugello 3D occluso: mi passi una corda?

Che il motto di Leo Fender fosse “There is more life with the music” è cosa nota a chi ama quelle sei corde “elettriche”.

Ma cosa c’entra con la stampa 3D? C’entra, c’entra…

Se per i pitagorici l’universo era “suono”, e quindi numeri, allora la chitarra elettrica è associabile alla stampa 3D, in fin dei conti con dei numeri (GCode) possiamo “creare” oggetti.

Ma veniamo al sodo.

Se l’ugello della stampante FFF/FDM si occlude bisogna liberarlo, e per liberarlo meccanicamente abbiamo due strade:P1120345

  • punta da trapano (minidrill)
  • filo d’acciaio

Il primo, la punta da trapano, non è di facile reperibilità in quanto stiamo parlando di diametri molto piccolI, nell’ordine di decimi di millimetro. Di solito si possono trovare buoni assortimenti di queste punte nei negozi specializzati in modellismo. Per il secondo caso, il filo d’acciaio, la situazione non è migliore: di solito si trova del filo di ferro (nelle striscioline che servono per chiudere i sacchetti), ma non dell’acciaio.

SOLUZIONEP1120489

Beh, se siete chitarristi, o se avete un amico tale,  basterà prendere una corda di chitarra elettrica! Possono essere utili gli spezzoni di corda in eccesso: quelli che vengono tagliati perchè escono dalle meccaniche (o chiavette), oppure una corda rotta.

 

Io uso di solito le Fender “010” (ma non disdegno le D’Addario 0.11). I diametri di questo set di corde (Fender 010) sono:

corda pollici mm
MI cantino 0.01 0.3937007874
SI 0.013 0.5118110236
SOL 0.017 0.6692913386

P1120490Come si vede, il MI-cantino ha le dimensioni giuste per pulire l’ugello da 0.4mm dai depositi carboniosi che con il tempo ivi si depositano.

Una nota molto importante: le corde, che sono in acciaio e nickel, vanno maneggiate con cura, possibilmente con dei guanti in quanto le estremità delle stesse potrebbero ferirvi (specie il terminale tagliato con il tronchesino, che diventa molto tagliente). D’altronde dovendo tutte le operazioni con “hot-end” attivo vanno fatte con i guanti: lo sappiamo bene!

 

Buona stampa a tutti e Rock ‘ll never die!

 

 

Stampanti 4D

pentagrammaCalma! al momento è solo uno scherzo!

Vi sarà senz’altro capitato di sentire dei “suoni” quando l’estrusore (o il piatto) è in movimento. Questi suoni sono dati dalle frequenze generate dai driver dei motorini. A volte poi capita che per certe figure questi suoni siano quasi ritmici: li sentiamo, sorridiamo e proseguiamo con le nostre attività.

Chiaramente la cosa non passa inosservata a chi ha del tempo da spendere, o semplicemente voglia di scherzare: fare musica con la stampante 3D!

Su questo link è possibile vedere e sentire una stampante al lavoro che non stampa, ma che suona. Roba da musica contemporanea, la scultura incontra la musica!

Non si tratta di un semplice file X3G creato ad-hoc per una musica, ma di un progetto vero e proprio (open) disponibile in rete. è un convertitore MIDI-X3G. Si’ avete letto bene: da un file audio midi è in grado di generare i movuimenti dei motorini.

Non credo sia uno strumento molto utile, magari fa’ scena, quello si’, ma in un contesto dove l’immagine (ahimè) è sostanza, anche queste “trovate” diventano “importanti”.

Il prossimo passo sarà quello di far suonare uno xilofono, sempre da una povera stampante 3D.

Di certo chi l’ha scritto (Rickard Dahlstrand) dimostra una piena padronanza dei formati MIDI e GCode: complimenti!

 

Buona stampa (e serenata) a tutti!

 

filamento 3D conduttivo, e quindi?

Già da qualche anno, nella stampa 3D, sono disponibili i filamenti conduttivi. Ci sono, ma sono poco usati, perchè al contrario dei “soliti” (PLA e ABS) sono poco plastici e più costosi.

filamento conduttivo

Fosse solo per il costo potrebbe non essere un problema: il PETG infatti non è economico (si va da i 30CHF/Kg in su), ma viene venduto in quantità significative.

Il problema è che cosa realizzare con un simile filamento, dal momento che non lo si può certo usare per un portasapone o copia scultorea.

Prima di tutto i valori elettrici: la resistenza è di 3.8KΩ/mm2. Purtroppo questo valore non è lineare, ma dipende anche dall’accostamento delle corde. Di conseguenza non è facile calcolare la resistenza complessiva.

Un possibile utilizzo è quello dei giochi di luce con i led.

Lampada 3D che si accende al buio

 

Nell’articolo precedente, abbiamo visto come creare una lampada da pavimento con un vecchio bidone dell’acqua e con una vecchia bobina per filamenti 3D.

Adesso vi propongo una modifica per rendere “automatica” la lampada: accensione dei led tramite la luce (solare o artificale).

Come si vede il circuito è semplice e si basa in pratica su tre componenti:

  • sensore di luce “intelligente”
  • MosFET
  • piastra LED

DESCRIZIONE DEL CIRCUITO

Circuito LDR-MosFET

Nella realtà R1 e R2 sono contenute all’interno del sensore intelligente, il quale è provvisto di trimmer per la regolazione della soglia, o livello di luce. La resistenza R3 serve a limitare la corrente di gate del MosFET. Il drain è collegato in serie al carico, ovvero alla piastra di LED, mentre il source è collegato direttamente a massa.

 

 

 

prova del circuito su piastra

 

CONTENITORE ELETTRONICA

contenitore per l’elettonica

Per contenere i circuiti elettronici bisognerà scaricare e stampare il file mh00007102_fx

E’ una piccola scatola dotata dei fori per:

  • connettore alimentazione
  • finestra LDR (sensore)
  • finestra di regolazione della soglia

 

MATERIALE

Il materiale necessario è:

  • mosfet IRF517
  • resistenza 1KΩ 1/4W
  • modulo fotoresistenza
  • piastrina preforata
  • piastra LED 1.5W
  • diodo (eventuale, per proteggere dall’inversione di alimentazione)

Il materiale puo’ essere reperito:

 

MONTAGGIO

circuiti assemblati: LDR + driver mosfet
circuiti assemblati: LDR + driver mosfet

Il circuito LDR deve essere saldato direttamente sulla piastrina del MosFET.

Tagliare i terminali eccedenti e saldare con stagno eutettico.

Al termine inserire l’elettronica nella scatoletta di plastica.

La scatoletta puo’ essere incollata su una faccia della bobina vuota.

 

unità di controllo
unità di controllo

Collegare l’alimentatore al connettore della scatoletta: se la finestra LDR viene oscurata i LED si dovranno accendere e al contrario si spegneranno se la luce giunge al sensore. Per un eventuale regolzione si puo’ agire sul trimmer del sensore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E AL TERMINE…

gioco di luce
gioco di luce
lampada completata
lampada completata

 

 

Fusion 360: tutto quello che serve per disegnare e stampare in 3D

Da Autodesk una bella novità per chi progetta e chi stampa (in 3D) e per chi fa entrambe le cose.

logo_fusion

L’applicazione si chiama Fusion 360 ed in effetti quel 360 indica che il prodotto (Fusion) opera a 360 gradi nel mondo della stampa 3D.

Ho assistito alla sua presentazione durante un workshop del Salone del Mobile di Milano.

Fusion 360 permette di gestire il ciclo produttivo 3D, infatti è possibile:

  • disegnare (CAD)
  • ottimizzare (CAE)
  • stampare (CAM)
    • additiva (FDM)
    • sottrattiva (milling)

IN CLOUD

Tutti i file prodotti nel ciclo (vedi sopra) vengono salvati nel cloud di Autodesk. A questo punto la domanda è: ma è garantita la riservatezza? Risposta: in teoria si’, ma come tutte le cose qualche “intrusione” è possibile. Va comunque detto che in questo caso il cloud funge da certificatore della paternità del progetto: è possibile sapere chi ha salvato in cloud e quando questo è avvenuto. Non è una protezione brevettuale, ma ci siamo vicini.

 

COLLABORATIVO

Usando il cloud è possible lavorare a piu’ mani su un progetto: per esempio, al temine della mia giornata il mio progetto puo’ essere ripreso da un collega dall’altra parte dell’oceano. O molto piu’ semplicemente, un collega puo’ eseguire degli aggiustamenti o modifiche stando a casa o in un altro ufficio. Il tutto senza passare tramite email o servizi di file-sharing.

 

LE VERSIONI DEI DISEGNI

Tenere traccia delle variazioni dei disegni è fondamentale per poter seguireversioning_fusion l’evoluzione del progetto stesso. Solitamente il versioning è eseguito dal classico “Salva con nome…” al quale viene aggiunto un numero che si incrementa al nome del file stesso. Questa operazione con Fusion 360 diventa automatica è quindi è possibile tenere sotto controllo tutte le variazioni del disegno.

 

LE SEZIONI

Come dicevo, Fusion 360 integra diverse sezioni applicative (CAD, CAE, …). Queste aresezioni_fusione sono evidenziate in un menu a sinistra e selezionando una di queste, automaticamente viene impostato il relativo menu delle funzioni (la tipica barra orizzontale in alto dello schermo). Il tutto rimanendo nello stesso programma.

 

 

 

 

IL CAD

Il disegno è realizzabile tramite forme predefinite (primitive) le quali possono essere dimensionate in tre modi:

  • mouse
  • tavoletta graficashape_fusion
  • immettendo i parametri da tastiera

Quest’ultima modalità è ottima per chi è abituato a CAD parametrici, tipo OpenSCAD.

 

 

 

 

FILE PRECEDENTI

Essendo un prodotto da poco tempo presente sul mercato, Fusion 360 deve fare i conti con i file prodotti con altri software. In pratica è possibile importare da diversi formati di disegno:

  • Alias files (*.wire)
  • AutoCAD DWG files(*.dwg)
  • Autodesk Fusion 360 files (*.f3d)
  • Autodesk Fusion 360 Drawing files (*.f2d)
  • Autodesk Fusion 360 Toolpath files (*.cam360)
  • Autodesk Inventor files (*.iam, *.ipt)
  • Catia V5 files (*.CATProduct, *.CATPart)
  • DXF files (*.dxf)
  • FBX files (*.fbx)
  • IGES files (*.iges, *.ige, *.igs)
  • NX files (*.prt)
  • OBJ files (*.obj)
  • Parasolid Binary files (*.x_b)
  • Parasolid Text files (*.x_t)
  • Pro/ENGINEER and Crea Parametric files (*.asm, *.prt)
  • Pro/ENGINEER Granite files (*.g)
  • Pro/ENGINEER Neutral files (*.neu)
  • Rhino files (*.3dm)
  • SAT/SMT files (*.sab, *.sat, *.smb, *.smt)
  • SolidWorks files (*.prt, *.asm, *.sldprt, *.sldasm)
  • STEP files (*.ste, *.step, *.stp)
  • STL files (*.stl)
  • SketchUp files (*.sku)

 

IL DOWNLOAD

Va detto che Autodesk è una azienda seria che produce e che …deve vendere. L’aspetto interessante è disponibilità del software completo per un periodo di prova durante il quale si ha la possibilità di capire tutti i vantaggi di una possibile migrazione a Fusion 360. Il download puo’ essere fatto dalla pagina: http://www.autodesk.com/products/fusion-360/overview

CAM

La creazione del GCode per la stampa avviene utilizzando “Print Studiprint_fusiono” oppure altri software “esterni” quali ad esempio Cura. Essendo un prodotto a parte, Print Studio verrà trattato in un prossimo articolo, e al momento posso dire che è un programma che traduce in GCode per quasi tutte le stampanti 3D, sia additive e sia sottrattive, utilizzando la semplictità ed intuitività tipica dei software di Autodesk.

 

 

 

CONCLUSIONE

Fusion 360 è un prodotto innovativo che non mancherà di stupire per la sua facile potenza. Da mettere nel carrello!

Stampante 3D a domicilio!

Non sembra una cattiva idea e penso possa interessare a molti.

Perchè acquistare prima una stampante e magari poi capire che non era quella giusta! Oppure la stampante serve solo per un certo lavoro. In effetti il prezzo di una stampante 3D, per quanto si voglia risparmiare, non è indifferente.

E allora una semplice soluzione: il noleggio. Si possono noleggiare diversi modelli, e tecnologie, per le diverse esigenze.

E’ vero che esistono i print service, ma a volte sono scomodi. Avere a casa o in ufficio la macchina 3D risolve la logistica degli spostamenti e gli orari di lavoro ( stampa).

L’iniziativa si chiama FAB-HOME®, e parte in questi giorni.

I costi: il noleggio  parte da 7CHF al giorno per un totale di 9ore di stampa per giornaliere. Le ore successive costano 0.8CHF/ora.

E per chi non si vuole spostare è prevista la consegna ed il ritiro.

Per ulteriori informazioni contattatemi.

e buona stampa a tutti!

 

il piatto piange!

Il principale problema nella stampa 3D con tecnologia FDM, è l’adesione dell’oggetto al piano di stampa. Quante volte la nostra stampa si stacca, o si incurva, magari dopo ore di lavoro? Molti danno la colpa al nastro carta, o quello “blu”, o alla colla e via dicendo. Ora, fermo restando che la superficie del piano di stampa è importante è non va trascurata, bisogna sapere che ci sono

oggetto distaccato durante la stampa
oggetto distaccato durante la stampa

altre due cause: il disegno  e la temperatura di esercizio. Sul disegno il discorso è lungo e articolato, mentre per la temperatura la faccenda è un po’ più semplice. Prima di tutto bisogna sapere che tutti i termoplastici sono soggetti a dilatazione termica, e di conseguenza si contraggono raffreddandosi. Quindi se le corde si raffreddano rapidamente tenderanno ad esercitare una tensione maggiore nell’unità di tempo. Il risultato sarà una maggiore curvatura e quindi distacco garantito.

Soluzione: se non si dispone di piatto riscaldato, bisognerà coprire la stampante in modo che all’interno del volume di stampa la temperatura sia almeno di 30-40 °C.

Per chi invece utilizza una stampante 3D con il piano riscaldato, quest’ultimo va mantenuto caldo per tutta la durata de

Overlord PRO
Overlord PRO

lla stampa stessa. Infatti, durante l’elaborazione dello slicer è possibile impostare il riscaldamento solo per il primo, o primi strati (layer). Perchè allora lo slicer permette di scaldare solo lo strato “0”? Il motivo di questa possibilità è ricondurre solamente al risparmio energetico.

C’è comunque da osservare che nel caso di stampe con polimeri elastomeri, questi hanno una buona adesione anche a piatto freddo.

 

 

 

 

Riassumendo:

  • scaldare il piatto
  • oppure coprire la stampante
  • estrudere lentamente i perimetri: 10-20mm/s per l’ABS e 20-30mm/s per il PLA.

E buona stampa!

I biscotti delle stampe del corso 3D…

Che il cibo sia importante è fin troppo ovvio:

biscotti dalla stampa 3D

è uno dei punti cardine della vita. Realizzare, costruire sono invece i punti cardine dell’homo faber. E siccome l’unione genera la forza ecco che la stampa 3D entra pian pianino anche … in cucina!

L’idea è di una partecipante al corso 3D di Bellinzona: creare delle formine per biscotti, quindi da Sketchup alla farina il passo è stato breve. Il risultato è  bellissimo e buonissimo!

 

Il sorgente, il disegno è stato fatto con Skecthup, e dopo essere stato “pulito” con Netfabb, è stato stato processato con Makerbot Desktop (CAM) con infill 100% e layer a 200μm. Il materiale usato è PLA (eSUN) ed è stato stampato con una Makerbot Replicator 2 nel FAB-LAB di Grono.

disegno del coniglietto (Sketchup)

 

il biscotto coniglietto 3D

 

stampe 3D del corso

ricambi per frigorifero stampati in 3D.
ricambi per frigorifero stampati in 3D.

Ancora qualche stampa 3D come frutto di un disegnatore che ha partecipato al corso introduttivo alla stampa 3D.

Si tratta di profilati in PLA per un frigorifero: gli originali infatti non sono di facile reperibilità e quindi, armati di “estrusore” ecco che il “prosumer” realizza cio’ che gli serve!

Il disegno è stato realizzato in OpenSCAD, partendo da zero, il che significa, prima di tutto la buona volontà del disegnatore, in secondo la facilità di realizzare pezzi 3D tipica di OpenSCAD.

particolare di ricambio stampato in 3D
particolare di ricambio stampato in 3D

In particolare, data la forma dei profilati si è dovuto disporre la stampa in maniera da ridurre la tensione delle corde che inevitabilmente avrebbero “contorto” il profilo stesso.

Qualche altra nota operativa: CAM effettuato con Makerbot Desktop e stampa su Makerbot Replicator2. Il piano di stampa originale, in metacrilato, è stato trattato con ISOvin per garantire la massima adesione.

Vecchia bobina per filamenti 3D e vecchio bidone per l’acqua

 

I distributori d’acqua di fonte si trovano oramai in tutti gli uffici e a smaltirli è una seccatura. Meno ingombranti, ma altrettanto spazzatura sono le bobine esauste per i filamenti delle stampanti 3D.

Che fare? A parte a smaltire correttamente, ecco una idea. Una lampada.

 

 

 

Il materiale necessario è:

  • bidone per l’acqua
  • bobina vuota
  • piastra led 12Vdc (reperibile qui)
  • 2mt di filo elettrico sottile
  • asta di alluminio diam. 8mm lunga 25cm
  • vecchio alimentatore con uscita 12Vac/dc

mentre per l’attrezzatura avremo bisogno:

  • saldatore a stagno
  • stampante 3D + filamento
  • seghetto per alluminio
  • colla per plastica o pistola a colla calda

Operazioni:

  • scaricare il file stl del raccordo mh00007000_fx
  • scaricare la “corolla” porta led mh00006900_fx
  • stampare in 3D (va bene anche il PLA) il raccordo
  • stampare in 3D (va bene anche il PLA) la “corolla”
  • tagliare col seghetto l’asta di alluminio
  • saldare alla piastra led i due fili di alimentazione
  • innestare l’asta nella corolla (ev. aggiungere colla)
  • inserire la piastra led nella corolla e far passare i fili all’interno dell’asta
  • dall’altro capo dell’asta innestare il terminale in plastica (raccordo)
  • innestare il terminale nel supporto
  • collegare i fili dei led all’alimentatore
  • …spegnere le altre luci

e per chi vuole c’è la variante con accensione tramite infrarosso oppure gioco di luce con Arduino, ma questo alla prossima volta!